Il video modeling è un sistema di apprendimento per imitazione, sviluppato attraverso la presentazione di filmati che illustrano le modalità adeguate di comportamento o la corretta esecuzione di azioni in funzione dell'apprendimento di specifiche abilità.
E' possibile che i video vengano registrati anche sui comportamenti della stessa persona che deve apprendere: in questo caso si parla di video self-modeling. In tali situazioni il comportamento dell'individuo viene montato inserendo nel video solo le azioni positive e funzionali in relazione agli obiettivi di apprendimento.
E' un metodo usato prevalentemente con persone con autismo in quanto si è potuto appurare che esse tendono ad imitare con maggiore facilità quello che vedono nei video, in confronto a quanto possono osservare nell'interazione diretta faccia a faccia.
Le evidenze scientifiche dimostrano che il soggetto con DSA può apprendere imitando ciò che vede e il fatto che i video possano essere rivisti più volte, rinforza l'apprendimento stesso. E' possibile quindi mostrare procedure di vita quotidiana (es. lavarsi i denti) o situazioni sociali (es. apparecchiare la tavola insieme ad altre persone).
In particolare si è riscontrata l'efficacia soprattutto:
- nell'apprendimento di schemi e comportamenti nel gioco sociale;
- nell'acquisizione delle autonomie;
- nel miglioramento della comunicazione con gli altri;
- nell'apprendimento delle regole conversazionali
perchè i video sono efficaci mentre l'osservazione diretta non lo è?
Coinvolgimento maggiore
Le persone sono coinvolte maggiormente se guardano video che mostrano se stesse come protagonisti o qualche pari.
Attenzione focalizzata
Il video aiuta a focalizzare l'attenzione sul compito da svolgere eliminando tutte le variabili contestuali che possono causare distrazioni.
Le riprese, infatti, in particolare quelle finalizzate all'acquisizione di una particolare autonomia, dovrebbero essere realizzate in un contesto il più neutro possibile e con uno sfondo libero da possibili distrattori.
Ripetizione delle sequenze
I filmati, spesso realizzati in sequenze e montati successivamente, possono essere visualizzati più volte senza mai mutare nel tempo.
Si può anche scegliere di rivedere le singole sequenze che compongono un'azione finché un dato compito non viene appreso.
Facciamo un esempio.
Un bambino che deve imparare ad allacciarsi le scarpe potrebbe rivedere il primo nodo semplice tutte le volte che vuole prima di passare a vedere come si fa l'occhiello.
Meno stimoli e stress
Con i video non c'è il contatto oculare o l'interazione reale tra la persona e il modello, che sono spesso fonte di stress nei bambini con lo spettro autistico.
I video possono essere realizzati in diverse modalità, a seconda della prospettiva utilizzata e dal soggetto che fa da modello:
- un video in prima persona, definiti anche Point of View (POV) in cui si riprendono le mani del soggetto-modello mentre svolge una determinata azione;
- un video in terza persona nei quali si riprende da una prospettiva esterna il soggetto-modello. Il soggetto può essere lo stesso bambino (video self-modelig), un suo pari o un adulto.
Considerato che il bambino tende a imitare con più frequenza ed efficacia soggetti più simili per caratteristiche ed età a loro stessi, è preferibile realizzare video con un suo pari o video self-modeling.
Su you tube sono disponibili video di molti tipi ma l'efficacia di questa tecnica si basa sulla possibilità di calibrare la proposta esattamente sul bisogno del bambino in quel momento, focalizzandosi solo sulla sequenza, o parte di essa, che il bambino deve apprendere e sul fatto che i video rappresentino la sua personale realtà "pulita" dagli elementi distraenti. E' necessario perciò l'intervento del professionista che sia in grado di inserire questo elemento all'interno di un percorso complesso e condiviso con la famiglia e la scuola.
Bibliografia di riferimento
- Apple A. L., Billingsley F., Schwartz I. S. (2005). Effects of video modeling alone and with self-management on compliment-giving behaviors of children with high-functioning autism. Journal of Positive Behavior Interventions, 7, 33-46.
- Bellini S., Akullian J., Hopf A. (2007). Increasing social engagement in young children with autism spectrum disorders using video self-modeling. School Psychology Review, 36, 80-90.
- Bellini, S., Akullian, J. (2007). A meta-analysis of video modeling and video self-modeling interventions for children and adolescents with autism spectrum disorders. Exceptional Children, 73 (3), 264-287.
- Buggey T. (2005). Video self-modeling applications with students with autism spectrum disorder in a small private school setting. Focus on Autism and Other Developmental Disabilities, 20, 1, 52-63.
- Buggey T., Toombs K., Gardener P., Cervetti M. (1999). Training responding behaviors in students with autism: Using videotaped self-modeling. Journal of Positive Behavior and Intervention, 1, 205-214.